L'accento va messo su: L'accento non va messo su:
là (avverbio di luogo)
Es. Vai là dove ti dico la (articolo o pronome) Es. La fisarmonica la suoni?
Lì (avverbio di luogo)
Es. Stai lì dove ti ho detto Li (pronome) Es. Li senti?
è (verbo essere)
Es. La nave è di metallo e (congiunzione) Es. Il gatto e la volpe
Sé (pronome)*
Es. Non può pensare solo per sé Se (congiunzione) Es. Se sei stanco, riposa
Né (congiunzione negativa)
Es. Né rosso, né verde Ne (avverbio e pronome) Es. Me ne guardo bene; Ne vuoi?
Sì (affermazione)
Es. Stai male? Sì. Si (pronome) Es. Il trapano si è rotto.
Tè (bevanda)
Es. Ti piace il tè? Te (pronome) Es. Rido con te!
*Quando il pronome sé è seguito da stesso o medesimo, l'accento può essere tralasciato perché non c'è rischio di confusione con la congiunzione se. Si può scrivere dunque sia se stesso, sia sé stesso
Vanno scritte sempre senza accento le seguenti parole:
qui (avverbio)
Es. Sono qui
qua (avverbio)
Es. Sono qua
so (prima persona dell'indicativo presente del verbo sapere)
Es. Io so sciare
sa (terza persona dell'indicativo presente del verbo sapere)
Es. Lui sa sciare
fa (terza persona dell'indicativo presente del verbo fare)
Es. Lui fa molto sport
va (terza persona dell'indicativo presente del verbo andare)
Es. Marco va al mare
fu (terza persona del passato remoto del verbo essere)
Es. Leopardi fu un grande poeta
blu (sostantivo o aggettivo)
Es. Il cielo è blu
re (sostantivo)
Es. Il leone è il re della foresta
tre (numero)
Es. I tre Re Magi
Su (avverbio e preposizione)
Es. Vieni su; L'ho visto su una barca
Do (prima persona singolare del verbo dare)
Es. Ti do una mano.
Vanno scritte sempre con l'accento:
già, giù, più, ciò, scià
La forma normale dell’accento è l’accento grave (`).
L’accento acuto (´) si usa per indicare la pronuncia chiusa delle vocali e ed o: perché, né, sé, temé, gómena, óra.
Per continuare sulla falsa riga, ora desidero affrontare il problema dell'apostrofo.
E' chiaro...tutto con molta ironia, prima che qualcuno si offenda...
Quando l'apostrofo si usa obbligatoriamente
Con l'articolo lo e con le preposizioni articolate composte con lo è obbligatorio usare
l'apostrofo e quindi:
Lo altro > l'altro
Dello altro > l'altro
Con bello (al femminile invece è preferibile la forma senza apostrofo)
Bell'affare!
Bella immagine
Con ci davanti al verbo essere
C'è, c'erano
In alcune frasi fatte:
a quattr'occhi,
l'altr'anno,
tutt'altro,
tutt'e due,
tutt'al più,
sott'occhio,
senz'altro,
nient'altro,
quant'altro,
mezz'ora
Nelle seguenti espressioni con di:
d'accordo,
d'avanzo,
d'oro,
d'argento,
d'epoca
Nelle seguenti espressioni con da:
d'ora in poi,
d'ora in avanti,
d'altronde,
d'altra parte
Con le seguenti forme:
da' = da(i): imperativo di dare, 2a persona
fa' = fa(i): imperativo di fare, 2a persona
sta' = sta(i): imperativo di stare, 2a persona
va' = va(i): imperativo di andare, 2a persona
po' = po(co)
mo' = mo(do)
Con santo e santa
Sant'Antonio
Sant'Anna
Quando l'apostrofo si usa preferibilmente, ma non obbligatoriamente
Con l'articolo la e con le preposizioni composte con la
La impronta e l'impronta
Con questa e quella
Questa immagine e quest'immagine,
quella immagine e quell'immagine
Con le parole di una sola sillaba
T'amo e ti amo,
m'ha detto e mi ha detto,
d'essere e di essere
Con l'articolo gli e con le preposizioni articolate composte con gli
(degli, agli, dagli, ecc.)
si può usare l'apostrofo solo se la parola successiva comincia per i
(comunque è un'abitudine rara) Gli Italiani e gl'Italiani, degli Italiani e degl'Italiani
Quando l'apostrofo non si usa mai
Con ci, davanti a parola che comincia per a, o, u
Ci aveva detto (NON c'aveva detto),
ci udì (NON c'udì)
Con da (tranne che nelle frasi elencate sopra) Il treno proviene da Ancona
Con i pronomi personali le e li
Le accadde (=accadde a lei),
li osserva (= osserva quelli)
Se la parola successiva comincia con i, y o j seguita da un'altra vocale
Lo iodio (NON l'iodio),
lo yemenita (NON l'yemenita)
L'apostrofo dopo l'articolo indeterminativo uno, un, una
Se la parola che segue l'articolo inizia per vocale ed è maschile non c'è
bisogno dell'apostrofo, perché per il maschile esiste la forma autonoma un non apostrofata.
Se invece la parola che segue l'articolo inizia per vocale ed è femminile,
bisogna usare l'apostrofo, perché, in questo caso, la forma un deriva da una,
dove la vocale a cade per elisione davanti ad altra vocale.
Dunque si dovrà scrivere un altro e un'altra.
Si scrive qual'è o qual è?
Maschile e femminile hanno sia la forma piena quale, sia la forma ridotta qual
senza apostrofo. Quindi non dovremo mettere l'apostrofo né con una
parola maschile né con una parola femminile.
Dunque si dovrà scrivere:
"Qual è la cosa che ti piace?" e "Qual è il colore che ti piace?"
Si può andare a capo con l'apostrofo?
Sì,
si deve. La presenza dell'apostrofo in fondo alla riga non dà alcun fastidio
a chi legge. Darebbe fastidio invece una forma innaturale e grammaticamente
scorretta come "dello oggetto". Per cui, per andare a capo, è consigliabile usare una forma come la seguente:
"....dell'
oggetto...."
Gli avverbi in "ora"
Tutti gli avverbi che finiscono in "ora" si scrivono senza apostrofo: finora; sinora; tuttora; allora, ecc.
E' tremendamente errato, scrivere, per esempio, "fin'ora" non ho avuto sue notizie.












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