lunedì, 28 aprile 2008

L'accento va messo su:                           L'accento non va messo su:

là (avverbio di luogo)
Es. Vai là dove ti dico                               la (articolo o pronome) Es. La fisarmonica la suoni?

Lì (avverbio di luogo)
Es. Stai lì dove ti ho detto                        Li (pronome) Es. Li senti?

è (verbo essere)
Es. La nave è di metallo                          e (congiunzione) Es. Il gatto e la volpe

Sé (pronome)*
Es. Non può pensare solo per sé         Se (congiunzione) Es. Se sei stanco, riposa

Né (congiunzione negativa)
Es. Né rosso, né verde                            Ne (avverbio e pronome) Es. Me ne guardo bene; Ne vuoi?

Sì (affermazione)
Es. Stai male? Sì.                                      Si (pronome) Es. Il trapano si è rotto.

Tè (bevanda)
Es. Ti piace il tè?                                       Te (pronome) Es. Rido con te!

*Quando il pronome sé è seguito da stesso o medesimo, l'accento può essere tralasciato perché non c'è rischio di confusione con la congiunzione se. Si può scrivere dunque sia se stesso, sia sé stesso

Vanno scritte sempre senza accento le seguenti parole:

qui (avverbio)
Es. Sono qui

qua (avverbio)
Es. Sono qua

so (prima persona dell'indicativo presente del verbo sapere)
Es. Io so sciare

sa (terza persona dell'indicativo presente del verbo sapere)
Es. Lui sa sciare

fa (terza persona dell'indicativo presente del verbo fare)
Es. Lui fa molto sport

va (terza persona dell'indicativo presente del verbo andare)
Es. Marco va al mare

fu (terza persona del passato remoto del verbo essere)
Es. Leopardi fu un grande poeta

blu (sostantivo o aggettivo)
Es. Il cielo è blu

re (sostantivo)
Es. Il leone è il re della foresta

tre (numero)
Es. I tre Re Magi

Su (avverbio e preposizione)
Es. Vieni su; L'ho visto su una barca

Do (prima persona singolare del verbo dare)
Es. Ti do una mano.

Vanno scritte sempre con l'accento:

già, giù, più, ciò, scià

La forma normale dell’accento è l’accento grave (`).
L’accento acuto (´) si usa per indicare la pronuncia chiusa delle vocali e ed o: perché, né, sé, temé, gómena, óra.


Per continuare sulla falsa riga, ora desidero affrontare il problema dell'apostrofo.
E' chiaro...tutto con molta ironia, prima che qualcuno si offenda...


Quando l'apostrofo si usa obbligatoriamente

Con l'articolo lo e con le preposizioni articolate composte con lo è obbligatorio usare
l'apostrofo e quindi:
Lo altro > l'altro
Dello altro > l'altro

Con bello (al femminile invece è preferibile la forma senza apostrofo)
Bell'affare!
Bella immagine

Con ci davanti al verbo essere
C'è, c'erano

In alcune frasi fatte:
a quattr'occhi,
l'altr'anno,
tutt'altro,
tutt'e due,
tutt'al più,
sott'occhio,
senz'altro,
nient'altro,
quant'altro,
mezz'ora

Nelle seguenti espressioni con di:
d'accordo,
d'avanzo,
d'oro,
d'argento,
d'epoca

Nelle seguenti espressioni con da:
d'ora in poi,
d'ora in avanti,
d'altronde,
d'altra parte

Con le seguenti forme:
da' = da(i): imperativo di dare, 2a persona
fa' = fa(i): imperativo di fare, 2a persona
sta' = sta(i): imperativo di stare, 2a persona
va' = va(i): imperativo di andare, 2a persona
po' = po(co)
mo' = mo(do) 

Con santo e santa
Sant'Antonio
Sant'Anna 
 

Quando l'apostrofo si usa preferibilmente, ma non obbligatoriamente

Con l'articolo la e con le preposizioni composte con la
La impronta e l'impronta

Con questa e quella
Questa immagine e quest'immagine,
quella immagine e quell'immagine

Con le parole di una sola sillaba
T'amo e ti amo,
m'ha detto e mi ha detto,
d'essere e di essere

Con l'articolo gli e con le preposizioni articolate composte con gli
(degli, agli, dagli, ecc.)
si può usare l'apostrofo solo se la parola successiva comincia per i
(comunque è un'abitudine rara) Gli Italiani e gl'Italiani, degli Italiani e degl'Italiani
 
 
Quando l'apostrofo non si usa mai
 
Con ci, davanti a parola che comincia per a, o, u
Ci aveva detto (NON c'aveva detto),
ci udì (NON c'udì)

Con da (tranne che nelle frasi elencate sopra) Il treno proviene da Ancona

Con i pronomi personali le e li
Le accadde (=accadde a lei),
li osserva (= osserva quelli)

Se la parola successiva comincia con i, y o j seguita da un'altra vocale
Lo iodio (NON l'iodio),
lo yemenita (NON l'yemenita)
 
 
L'apostrofo dopo l'articolo indeterminativo uno, un, una

Se la parola che segue l'articolo inizia per vocale ed è maschile non c'è
bisogno dell'apostrofo, perché per il maschile esiste la forma autonoma un non apostrofata.
Se invece la parola che segue l'articolo inizia per vocale ed è femminile,
bisogna usare l'apostrofo, perché, in questo caso, la forma un deriva da una,
dove la vocale a cade per elisione davanti ad altra vocale.
Dunque si dovrà scrivere un altro e un'altra.

Si scrive qual'è o qual è?

Maschile e femminile hanno sia la forma piena quale, sia la forma ridotta qual
senza apostrofo. Quindi non dovremo mettere l'apostrofo né con una
parola maschile né con una parola femminile.
Dunque si dovrà scrivere:
"Qual è la cosa che ti piace?" e "Qual è il colore che ti piace?"

Si può andare a capo con l'apostrofo?

Sì,
si deve. La presenza dell'apostrofo in fondo alla riga non dà alcun fastidio
a chi legge. Darebbe fastidio invece una forma innaturale e grammaticamente
scorretta come "dello oggetto". Per cui, per andare a capo, è consigliabile usare una forma come la seguente:
"....dell'
oggetto...."

Gli avverbi in "ora"
Tutti gli avverbi che finiscono in "ora" si scrivono senza apostrofo: finora; sinora; tuttora; allora, ecc.
E' tremendamente errato, scrivere, per esempio, "fin'ora" non ho avuto sue notizie.

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categoria:grammatica